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Un Piano d’Azione Coordinato per un’IA “Made in Europe

Il Ministero dello Sviluppo Economico sta per pubblicare il documento definitivo con le proposte per la “Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale” tradotto in lingua Inglese. Si completa così il lavoro del gruppo di esperti selezionati dal MiSE che hanno recepito le osservazioni pervenute a seguito della consultazione pubblica dello scorso anno, di cui fa parte il Dott. Marco Bressani, Amministratore Unico di D3AI Srl.

“La pubblicazione di questo ambizioso piano strategico, tra i più completi al mondo per visione, suggerisce un uso inedito e responsabile dell’Intelligenza Artificiale indicando la via per un salto verso nuovi livelli di efficienza e sostenibilità per le imprese.
L’obiettivo è quello di raccogliere i benefici che l’AI può apportare al Paese, con un approccio che integri tecnologia e sviluppo sostenibile e metta sempre al centro l’individuo e il suo contesto”.
“L’intelligenza artificiale è una delle grandi sfide per il nostro sistema produttivo. Passa anche da qui la competitività di domani.
Grazie a questo documento il Governo ha idee e proposte per mettere l’Italia sulla strada giusta in questa trasformazione. Per questo voglio ringraziare gli esperti che hanno lavorato al documento, che sta già avendo riconoscimenti importanti per la sua qualità. Una ottima base per definire nei prossimi mesi una policy all’avanguardia”.

La strategia è strutturata in tre parti: la prima è dedicata all’analisi del mercato globale, europeo e nazionale dell’Intelligenza Artificiale. La seconda parte descrive gli elementi fondamentali della strategia, mentre la terza approfondisce la governance proposta per l’AI italiana e propone alcune raccomandazioni per l’implementazione, il monitoraggio e la comunicazione della strategia nazionale in tema di intelligenza artificiale, una visione – quella proposta – con una chiara impronta antropocentrica e orientata verso lo sviluppo sostenibile.
Il documento è alla base della definizione della strategia italiana nell’ambito del Piano Coordinato europeo.

Accanto a una strategia orientata alla competitività industriale, il nostro paese ha l’opportunità di utilizzare l’AI per migliorare il benessere dei cittadini e di tutti gli individui che vivono sul nostro territorio, e di implementare l’AI in modo da minimizzare i rischi per l’individuo e per la coesione sociale. Il Gruppo di esperti che ha curato la stesura di questo documento è convinto che la strategia italiana di AI debba compiere un passo in avanti rispetto a quanto sin qui delineato dalla Commissione europea a livello continentale, ponendo l’essere umano davvero al centro delle politiche nel settore AI. Mettere al centro l’essere umano implica una serie di scelte assai caratterizzanti, rispetto al tracciato sin qui elaborato dal Gruppo di Esperti di Alto Livello della UE che pure ha evocato una visione human-centric, senza fin qui del tutto seguirla in concreto. La visione antropocentrica dell’AI che qui si evoca implica:

  • Che l’AI sia in linea con la legislazione esistente e con i diritti fondamentali;
  • Che venga pienamente adottato il principio di precauzione nella sua introduzione, in combinazione con un approccio attento alle necessità dell’innovazione;
  • Che vengano incentivate forme di AI che aumentano l’intelligenza, la produttività e la creatività umana, anziché sostituirle, investendo anche in educazione;
  • Che l’AI rispetti pienamente l’integrità personale dell’individuo, implicando anche una serie di obblighi di trasparenza e diritti in capo al consumatore/utente;
  • Che si provveda a introdurre forme di responsabilità civile che, per alcuni tipi di applicazioni, richiedano l’intervento umano nel processo decisionale;
  • Che, nell’attribuire la responsabilità per il danno cagionato da AI, si tenga pienamente in considerazione la necessità, per l’individuo danneggiato, di trovare ristoro in modo soddisfacente e rapido.

Rispetto all’approccio antropocentrico , crediamo che l’Italia possa, nel contesto europeo o globale, svolgere un ruolo molto importante nello sviluppo di soluzioni di AI orientate verso lo sviluppo sostenibile.
Queste possono essere declinate nei vari settori analizzati nella sezione precedente, ovvero nella manifattura (intelligente e sostenibile), nei servizi come quelli della sanità (con un costo sostenibile) e nell’ottimizzazione delle infrastrutture (energia, agrifood e trasporti), affinché esse stesse siano sostenibili. Si tratta dunque di “mettere al centro il pianeta”, il che implica scelte ancor più ambiziose ma potenzialmente assai benefiche. In particolare, proporre un ecosistema digitale orientato verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) richiede uno sforzo analitico teso a dare priorità a quegli utilizzi e applicazioni che possano contribuire a far avanzare l’Italia verso obiettivi di sviluppo sostenibile che altrimenti sarebbero assai difficili da raggiungere.

Qui di seguito l’intervento di Marco Bressani al DataScienceSeed, dove vengono approfonditi i temi centrali del documento scaricabile in versione integrale al link:

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